Oggi, 1 Dicembre 2015, ESN Cagliari e i suoi Erasmus si sono recati all’interno del Carcere Minorile di Quartucciu in provincia di Cagliari, unico presente in Sardegna, per trascorrere un pomeriggio all’insegna dello sport, del divertimento e dell’inclusione.

ESN Cagliari è suddivisa in team di lavoro e quest’anno, il Board in carica, mi ha proposto di occuparmi anche del progetto SocialErasmus. Mi son detta : "Perché no?"

Ricordo perfettamente la nostra prima riunione in vista della SocialErasmus Week autunnale : influenza, febbre, un pezzo di carta e una penna.

Incontrai gli altri 12 componenti del team chiedendo loro se per caso avessero qualche idea interessante da proporre al gruppo; in meno di dieci minuti il mio foglio era già colmo di idee una più entusiasmante dell’altra.

Ma un idea mi colpì più di tutte.

Sara, socia attiva appena tesserata : “Manu, io forse potrei riuscire a farci accedere al Carcere Minorile. Forse posso chiedere.”

Forse, forse forse…..

Ci sembrava realmente un ostacolo insormontabile, un evento irrealizzabile per via di chissà quante e quali autorizzazioni. “Ma secondo te ci daranno questa opportunità?”.

Dopo tre giorni avevamo già avuto conferma : “Ragazzi ce l’abbiamo fatta!”.

Queste tre settimane di attesa sono state un continuo interrogarsi sui come, quando e perché. Ansia di trovarci in un posto particolare, mille insignificanti domande e dubbi in vista di questo 1 Dicembre che sembrava non arrivare mai.

Alle 15.00 abbiamo varcato i cancelli: mura altissime, rumorose porte blindate, silenzio attorno. Ci sentivamo come se avessimo appena varcato la porta di una casa che non ci apparteneva. Abbiamo iniziato a guardare incuriositi in tutte le direzioni ancora con la paura dell’ignoto.

Poi eccoli, nel silenzio assordante di quei corridoi gelidi, un boato allucinante di gioia - “Stanno arrivando” - mi son detta.

Hanno corso verso di noi 8 ragazzi, forte stretta di mano e un gran bel sorriso che si sono portati dietro per tutto il pomeriggio in cui siamo stati con loro.

Li guardavamo giocare dalla panchina, e in un istante, ci siamo scordati di qualsiasi ansia e paura: ci bastava osservarli in silenzio, osservare i loro visi, i loro occhi, i loro sorrisi per renderci conto che per qualche ora si sentivano realmente liberi, spensierati, se stessi.

Alle 17.20 il freddo iniziava a diventare insostenibile per giocare ancora all’aperto. Il tempo a nostra disposizione era terminato senza nemmeno rendercene conto. Era arrivata l’ora di salutarci. Saluti sfuggenti, di corsa, senza nessuno sguardo, alcuni. Altri invece ci hanno regalato un sonoro “ciao” con le braccia verso l’alto.

"Ma sabato tornate?" - "Presto. Torneremo molto presto"

A volte basta veramente poco. 

 

"Ogni sistema educativo deve essere giudicato non per ciò che concede ai pochi, ma per ciò

che assicura ai molti, pur senza impedire ai pochi di andare anche più lontano."  

B. Bettelheim

 

Manuela Locci - Coordinatore ExchangeAbility ESN Italia - ESN Cagliari