“Il mondo in una giostra di colori e il vento accarezza le bandiere, arriva un brivido e ti trascina via, e scioglie in un abbraccio la follia.”

Tornano attuali le parole dello splendido brano, targato Bennato – Nannini, in questi giorni a Messina. La terza edizione dei National Erasmus Games, è stata un successo, una splendida festa di sport. In riva allo Stretto sono sbarcati in cinquecento da ogni parte del mondo, con un carico enorme di entusiasmo e felicità contagiosa, virtù tipicamente Erasmus.

Si sono battuti lealmente, hanno esultato per un gol segnato e si sono disperati quando quel maledetto tiro da tre punti si è infranto sul ferro piuttosto che regalare la vittoria, hanno gioito per un ace e pianto per un rigore calciato fuori, ma si sono ritrovati, poi, tutti insieme a far festa, perché, al di là del risultato, rimangono legami ed amicizie, ed è questa la soddisfazione più grande. Ma partiamo dall’inizio.

Era ancora il 2015 quando la pazza idea di ospitare l’evento ha assunto i contorni della realtà. L’assegnazione dei giochi al capoluogo peloritano è stato l’inizio di un lavoro estenuante, durato cinque mesi.

Messina aveva vinto, ma a quel punto veniva il bello o forse iniziava il difficile, dipende, come sempre, dai punti di vista. Non c’era niente, solo la voglia di far bene e l’orgoglio di dimostrare a tutto il Network, che anche qui, nel profondo Sud, fra tanti problemi si può vedere la luce. In questa fase si dovevano gettare le basi, individuare le strutture, trovare i fondi che una grande manifestazione inevitabilmente richiede. Piano piano, i conti, però, cominciavano a tornare. Il patrocinio dell’Università, la concessione della Cittadella, con i suoi modernissimi impianti, la collaborazione del CUS in tutte le sue componenti, i contributi di Crea, AGN, Caront&Tourist, l’individuazione delle strutture ricettive e la vicinanza dell’allora Presidente di ESN Italia, Fabrizio Bitetto, in ogni singolo momento del tortuoso percorso, sono state tutte componenti necessarie di un puzzle che giorno dopo giorno andava costruendosi, generando sempre nuove speranze. 

I giorni passavano rapidi, fra summit, skype meeting, problemi di ogni tipo. Nino Micali, presidente del CUS, ci convoca praticamente ogni giorno, viene creato l’ OC, nominati i responsabili, mentre l’intera sezione viene mobilitata. Il 4 aprile, alla presenza del Rettore, l’evento viene presentato a stampa e città. Alla conferenza ci sono tutti, le istituzioni, il Presidente di ESN Italia, Angelo Campione, esponenti di spicco dell’università. il programma è ormai pronto, e studiato in ogni minima parte, si aspettano solo i calendari che saranno stilati dal team sportivo e da Linvinplay. L’ERSU si conferma partner affidabile, sbrigando le pratiche relative alle colazioni, mentre, per gli altri pasti si trova un ottimo accordo con Arancinando. La Red Bull conferma la sua partecipazione, garantendo una lunga serie di ottimi servizi, fra cui la distribuzione di bevande, l’allestimento di un Red Bull Lounge e la presenza di numerosi stand, sparsi in quello che a tutti gli effetti diventa, passo dopo passo, un vero e proprio villaggio olimpico.

Giovedi, alla vigilia dell’evento, si incomincia ad avere la reale percezione di ciò che sarà. La Cittadella universitaria diventa casa nostra: dalle prime ore della mattina si allestiscono i campi, si coordina il lavoro di reception, si preparano i kit da consegnare agli atleti mentre alla spicciolata, iniziano gli arrivi. Si va a letto tardissimo, o in certi casi, non si dorme proprio, ed è sempre così quando alle porte ci sono prove importanti.

All’alba di venerdi tutto ha inizio.

La squadra è da subito operativa e se da un lato si preparano i pacchetti per il pranzo dall’altro le ragazze dell’info point, si confermano autentiche macchine da guerra. Tutti gli atleti sbrigano le pratiche burocratiche e ricevono tutto il necessario per affrontare la lunga giornata. Il sole è ormai alto e mentre si attendono gli ultimi ritardatari i giochi vengono ufficialmente aperti. La manifestazione inizia con la spettacolare esibizione della nazionale paraolimpica di ping pong, ed a seguire i saluti ufficiali del presidente a tutti quelli che hanno reso possibile il sogno: Università, AGN, CUS, CREA, Caronte&Tourist, ERSU. Il via alle gare previsto per le 15:00 è perfettamente rispettato e lo spettacolo è unico: culture diverse, unite dalla magia dello sport, gente di ogni tipo contenta per il solo fatto di esserci e questo è il successo più bello. Alle 19,00 si chiude la prima giornata e dopo la doccia tanto desiderata, quanto necessaria, nell’info point, trasformato per l’occasione in una sala ristorante, ha luogo la focacciata. E poi, naturalmente, è il momento della festa. Nell’anfiteatro si esibiscono i Kha Ja City. La locale birra Minchia, distribuisce da bere mentre sulle facce dei ragazzi dello staff si inizia ad intravedere qualche timido sorriso: la giornata volge al termine, ed è filato tutto liscio. Coordinati i rientri nei vari hotel, si può finalmente andare a riposare.

Sabato le competizioni riprendono alle 10,00 mentre all’info point si pensa esclusivamente alla distribuzione del pranzo. 

Il pomeriggio, interamente dedicato alle finali, inizia con il nuoto. In vasca Cagliari si dimostra regina indiscussa, dominando sia i 100 mt uomini, sia la staffetta 4x50, mentre Bologna si prende la medaglia più prestigiosa nella finale riservata alle donne. A Beach Volley L’Aquila si aggiudica l’alloro piegando i padroni di casa di Messina. Nel calcio domina Salerno e a basket, sono i capitolini di Roma ASE ad avere la meglio.

Chiude la pallavolo e qui è Pisa a laurearsi Campione. A questo punto l’intero gruppo si trasferirà al Grecale, Torre Faro, per la cena e la festa di chiusura. Fra un brindisi ed una premiazione la serata prosegue alla grande. Rientrati in hotel i festeggiamenti proseguono, con l’alba stagliata sullo sfondo, ad intingere di poesia, un quadro quasi perfetto. Il giorno dopo è quello dei saluti. I ragazzi lasciano Messina, mentre nella sezione locale è grande la soddisfazione. Le facce stanche dei volontari, sono la prova lampante che si è dato tutto e quando è cosi difficilmente le cose possono andare male. I ringraziamenti di rito sono troppi da ESN Italia a Messina, intesa come città tutta, al team sportivo ed agli sponsor , dal CUS all’università, dall’ERSU a Crea.

Grazie a “Fazza” Fabrizio Bitetto, perché ha creduto in noi in ogni singolo momento, e ci ha sempre sostenuto, nei momenti difficili, Grazie a Nicolò Salvà presidente dal cuore d’oro, grazie a Tito Hyerace con suoi trasporti puntuali al millesimo di secondo e Benedetta Baldari, trottola con una riserva infinita di energie. Grazie ad Omar Pantano ed alle sue mille email. Grazie al Team Sportivo, a Radio ESN Italia ed a Livinplay che ci hanno accompagnato, a Nino Micali e Leonardo Berti, alle signore della colazione ed a tutti i favolosi membri attivi di ESN Messina.

Ma il grazie più grande va a voi, ragazzi erasmus che siete venuti fin qui. Grazie perché ci avete regalato un sogno.

 

Giovanni Sofia.